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Umbria Libri 2013

28-10-2013

Umbria Libri 2013
La cultura che...

Per la prima volta, diminuzione della lettura e calo dei consumi culturali convergono a decretare un disagio profondo della cultura nel nostro Paese. Spettacolo dal vivo, cinema, musica, editoria vedono per la prima volta intaccata la soglia del proprio pubblico e dei lettori forti, che finora preferivano sacrificare altro al piacere di leggere e vedere uno spettacolo.
A questa condizione diffusa si aggiunge la riduzione di finanziamenti pubblici, tra Ministero, Regioni e Enti Locali. Tutto questo avviene pur sapendo, come si legge nel rapporto 2013 di Symbola, che "la cultura vanta, per dirla tecnicamente, un moltiplicatore pari a n1,7: per ogni euro di valore aggiunto ne attiva - nel commercio, nel turismo, nei trasporti, ma anche in edilizia e agricoltura - altri 1,7. Gli 80,8 miliardi prodotti nel 2012 dal sistema culturale nel suo complesso, quindi, ne mettono in moto altri 133, arrivando, tra diretto e ‘indotto', a 214,2 miliardi. Il 15,3% dell'economia nazionale".
Questo dato evidenzia come sia difficile non comprendere il valore aggiunto della cultura come fattore di sviluppo economico, ma crediamo altrettanto importante sottolineare il suo valore intrinseco, che quanto più si sviluppa liberamente tanto più esprime la sua forza vivificante in altri ambiti e comparti produttivi.
Nei periodi in cui la crisi economica è tanto profonda siamo stati abituati a veder ridurre spesa e investimenti in cultura, considerata un lusso per momenti di agio, mentre il comportamento nei consumi rivela che la spesa per la fruizione della cultura resiste più di altri beni considerati indispensabili. La riduzione dei consumi culturali arriva al crepuscolo di una crisi e segnala, in qualche modo, il suo compiersi, ma anche, forse, l'annuncio di una possibile ripresa.
"La cultura muore, viva la cultura", verrebbe da dire.
Abbiamo preferito, per questa edizione di Umbrialibri, proporre un soggetto, la cultura, e declinarne alcune relazioni. Ne è venuto fuori un titolo che non chiede e non interroga, ma suggerisce percorsi descrittivi, che ciascuno può intraprendere e completare.
La cultura che, è il titolo, cui seguono azioni quali resiste, occupa, collabora, muore, cambia, libera, imprende, connette. Se ne potrebbero aggiungere altre o sottrarne alcune, a seconda della propria percezione ed esperienza, ma non si può discutere il fatto che senza quel soggetto, la cultura, molte riflessioni verrebbero meno e saremmo tutti un po' più poveri, non solo di spirito.
Una manifestazione culturale che sente il bisogno di nominarsi, piuttosto che mettere l'occhio e la testa sui problemi del nostro tempo, come è accaduto per tutte le altre edizioni di Umbrialibri, denuncia certamente una crisi di identità e in qualche modo chiede aiuto e sostegno a chi resiste nel comprare e leggere libri e nel non rinunciare alle proprie abitudini e attitudini culturali.
Le crisi di identità aiutano a crescere e contraddistinguono le fasi di passaggio nella vita di un individuo e di ogni organismo sociale, ma, se la transizione trasfigura in una condizione, vengono meno i presupposti basilari e fondativi, che sono sempre fatti da quella seconda natura che è la cultura.
Umbrialibri offre occasioni utili allo sviluppo di relazioni e declinazioni della cultura, in due spazi a essa dedicati: a Perugia, Palazzo della Penna - Centro di Cultura Contemporanea, e a Terni, Caos - Centro Arti Opificio Siri, protagonisti nel favorirne la partecipazione e la fruizione. Al centro delle iniziative c'è la mostra mercato degli editori umbri, con incontri e presentazioni delle principali novità editoriali.

http://www.umbrialibri.com/2013/?cat=7